
Costanza nell'allenamento: rendere al meglio tutto l'anno
di Toni Montoya Vieco
Era da un po’ che giravo intorno a questa idea, ma senza sapere come chiamarla. Chi mi conosce sa che non vado matto per i nomi, le etichette o le classificazioni terminologiche.
La costanza nell’allenamento è la capacità di mantenere una preparazione sportiva regolare, pianificata e sostenibile nel tempo, che permetta di conservare una buona forma ed evitare grandi oscillazioni nel rendimento. Nella corsa, essere costanti non significa allenarsi di più, ma dare continuità agli allenamenti, rispettare i periodi di recupero e costruire una base fisica solida per poter rendere a buon livello per tutto l’anno.
La pianificazione dell’allenamento e i picchi di forma
Il fatto è che le pianificazioni tradizionali negli sport individuali ci parlano di stati di forma. Stati che, per definizione, nelle discipline di resistenza fanno sì che per un lungo periodo dell’anno siamo lontani dallo stato ottimale per affrontare le gare obiettivo e che, al contrario, in uno o due momenti della stagione (relativamente brevi) possiamo esprimere tutto il nostro potenziale in gara.
D’altra parte, all’interno dell’atletica sono nate diverse specialità, e altre che già esistevano stanno acquistando più peso. Non c’è più solo la pista, che conserva il suo fascino: la strada sta guadagnando protagonismo, nel mondo del trail running girano parecchi soldi e, perché non dirlo, nelle prossime settimane si apre il calendario della corsa campestre.

È necessario fare solo due picchi di forma all’anno?
Così comincio a mettere in dubbio l’opportunità di fare solo due picchi di forma (inverno ed estate) quando l’atleta di un certo livello (non solo quello d’élite) vorrà mostrarsi competitivo in più fasi dell’anno.
La costanza come chiave del rendimento sportivo
Quindi penso che sia necessario ripensarci. E per convincermi del tutto di questa idea mi è bastato ascoltare la conferenza di Laurent Meuwly (NED) al Club degli Allenatori della RFEA, lo scorso 3 ottobre.
Il prestigioso allenatore (di Femke Broeders Bol, Lieke Klaver o Lourdes Gloria Manuel) ci ha parlato del concetto di costanza per riferirsi agli atleti che hanno la capacità di ottenere buoni risultati come regola generale (indipendentemente dal momento dell’anno). E valorizzava questi atleti perché, sosteneva, sarebbero sempre stati più vicini a ottenere i loro primati personali rispetto a quelli che presentano oscillazioni di rendimento nelle loro gare.
Costanza nell’allenamento: la base del rendimento
Portare la costanza negli allenamenti
E come trasmetto questo concetto ai miei atleti perché cambino mentalità? Credo che si debba partire dalle fondamenta. Penso che la costanza debba comparire prima di tutto nell’allenamento. Sarebbe qualcosa come “senza costanza nell’allenamento, non c’è rendimento”.
E non sto scoprendo nulla di nuovo. Tutti sanno che, se un atleta si infortuna spesso, i suoi livelli di rendimento calano. Tutti sanno che, se un atleta va e viene, più volte si ferma, più tempo impiegherà a tornare alla sua versione migliore. Tutti sanno che, se un atleta va in vacanza e prolunga eccessivamente quel periodo, il suo punto di partenza sarà poi lontano da quello desiderato.

Al contrario, se programmiamo i periodi di riposo o di recupero, se diamo valore alla progressione negli allenamenti rispetto alla logica del breve termine e, in definitiva, diamo continuità agli allenamenti, ci troveremo in uno scenario più favorevole per mantenere buoni livelli di condizione fisica, proprio quelli desiderati quando introdurremo i metodi di allenamento che rispondono alle esigenze specifiche delle gare man mano che si avvicinano.
In questo modo potremo organizzare la nostra pianificazione su più picchi di forma perché, grazie a questa costanza, non ci servirà tanto tempo per avvicinarci alla nostra versione migliore.
“Correre è facile; allenarsi con intenzione è un’altra storia.”
Domande frequenti sulla costanza nell’allenamento di corsa
Perché la costanza nell’allenamento è importante per migliorare il rendimento nella corsa?
La costanza nell’allenamento di corsa favorisce il miglioramento progressivo del rendimento perché permette di accumulare adattamenti fisici nel tempo e di ridurre le interruzioni che ostacolano l’evoluzione sportiva. Allenarsi in modo regolare, con una pianificazione adeguata e rispettando il recupero, aiuta a mantenere una buona condizione fisica e a essere più preparati ad affrontare diverse gare durante l’anno.
Quanti picchi di forma può avere un runner durante l’anno?
Tradizionalmente, molte pianificazioni sportive si sono organizzate intorno a uno o due picchi di forma all’anno. Tuttavia, un runner può prepararsi per gareggiare a buon livello in diversi momenti della stagione. La chiave sta nell’adattare la pianificazione alla sua esperienza, ai suoi obiettivi e al suo calendario di gare, mantenendo una solida base di allenamento che faciliti il raggiungimento di uno stato di forma ottimale quando serve.

Come mantenere una buona forma per correre tutto l’anno?
Per mantenere la forma fisica tutto l’anno è fondamentale dare continuità agli allenamenti, aumentare i carichi in modo progressivo e rispettare i periodi di recupero. Una pianificazione equilibrata permette di conservare gli adattamenti fisici ottenuti e di regolare il lavoro specifico man mano che si avvicinano le gare, evitando di dover ripartire praticamente da zero dopo ogni obiettivo.
È meglio allenarsi con regolarità o cercare i picchi di forma?
La regolarità nell’allenamento e la ricerca dei picchi di forma non sono strategie incompatibili. Una preparazione regolare e ben strutturata permette di mantenere un buon livello fisico per gran parte della stagione e facilita il raggiungimento di stati di forma superiori quando arrivano le gare importanti. L’obiettivo è evitare grandi oscillazioni di rendimento e ridurre il tempo necessario per ritrovare la migliore versione competitiva.
Come conciliare riposo e recupero con un allenamento costante?
Mantenere la costanza nell’allenamento non significa allenarsi tutti i giorni né rinunciare ai giorni di riposo. Il recupero è una parte essenziale di qualsiasi pianificazione sportiva. Programmare periodi di riposo, alternare sessioni di diversa intensità e adattare i carichi alle esigenze individuali aiuta ad assimilare gli allenamenti, a ridurre il rischio di infortuni e a mantenere la continuità nel lungo periodo.

Testo per 42K di:
Toni Montoya Vieco
Direttore tecnico del CD Metaesport
Allenatore nazionale di atletica e dottore in Scienze dell'Attività
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