
Il bendaggio funzionale, il salvavita del runner
di David Valenzuela Díaz
Il fisioterapista David Valenzuela, CEO di BOX55, ci parla in questo articolo del bendaggio funzionale, ovvero quello che si utilizza per permettere, favorire, limitare o impedire un movimento specifico. Il bendaggio funzionale non ha nulla a che vedere con il bendaggio terapeutico, come avrai modo di scoprire in questo articolo.
Cos’è un bendaggio funzionale?
In questo quadrimestre spiego ai miei studenti del Corso di Laurea in Fisioterapia presso l’Università Cardenal Herrera-CEU l’importanza del bendaggio funzionale. In questo post intendo chiarire alcuni dubbi ed esporre le chiavi per realizzare un buon bendaggio funzionale.
Un bendaggio funzionale non ha nulla a che vedere con un bendaggio terapeutico, che è quello che si effettua nei primi giorni di un infortunio per evitare un’infiammazione eccessiva.
Il bendaggio funzionale è quello che permette, favorisce o limita un movimento specifico, lasciando liberi i movimenti sani e non interessati di un’articolazione lesionata.
Un bendaggio funzionale si occupa di proteggere un’articolazione lesionata, prevenendo e impedendo che, se ad esempio si soffre di una distorsione alla caviglia, si debba rinunciare a una gara a cui si aveva previsto di partecipare, anche se il legamento è ancora lesionato.
Con un bendaggio funzionale si può affrontare una gara a cui non si vuole rinunciare o iniziare la fase di riadattamento prima che il legamento sia completamente guarito.
Controindicazioni al bendaggio funzionale
La prima cosa da avere chiara è quali controindicazioni ha un bendaggio funzionale; o, in altre parole: quando non bisogna effettuare un bendaggio funzionale perché può essere dannoso.
Non si può mai effettuare un bendaggio funzionale in presenza di una frattura o di una fessurazione ossea. L’osso è la struttura che deve dare supporto e stabilità al bendaggio, per questo prima di realizzare il bendaggio funzionale una radiografia deve confermare che l’osso sia integro. Se è rotto, la procedura da seguire è totalmente diversa e il tempo di recupero è di almeno un mese.
Possiamo valutare se fare il bendaggio funzionale in presenza di una ferita o ferite (purché non siano ferite aperte o abbiano suture o punti metallici chirurgici), ma se si fa, bisognerà poi procedere sempre a disinfettare la ferita.
In caso di gravi problemi circolatori bisognerà fare attenzione a non premere zone vascolari e nervose come dietro il ginocchio (cavo popliteo) o sotto l’ascella (zona del plesso nervoso).
Scelta del materiale per il bendaggio funzionale
Partendo dal presupposto che un bendaggio funzionale è immaginazione basata sull’anatomia, la prima cosa che dobbiamo decidere è quale materiale utilizzeremo per poter bendare in modo corretto e sicuro affinché il bendaggio sia efficace e non dannoso per il corridore.
Il materiale dipenderà dalla zona da bendare, scegliendo il tape (cerotto), che è un bendaggio non elastico, per zone dove non vogliamo adattamento al corpo umano e quindi non effettueremo alcuna compressione nervosa e circolatoria. Sceglieremo i bendaggi elastici quando avremo bisogno che il materiale si adatti alle strutture, poiché non vogliamo creare un laccio emostatico, e lo sceglieremo ad esempio per la parte muscolare.
Sempre che sia possibile non applicheremo il pretape (bendaggio protettivo della pelle; è il bendaggio per evitare la dolorosa depilazione che avviene al momento della rimozione) per evitare il rischio che il bendaggio possa allentarsi. Salvo allergie al materiale (tape) è consigliabile non applicarlo.
Se realizziamo un bendaggio solo con tape, otterremo un bendaggio rigido; se lo realizziamo con materiale elastico, otterremo un bendaggio morbido e se usiamo entrambi i materiali ne realizzeremo uno misto.
Bisogna tenere presente che l’ideale è che sia un fisioterapista a realizzare il bendaggio funzionale, perché saprà regolare e scegliere il materiale. Non è consigliabile bendarsi da soli poiché è molto probabile che la pressione con cui si effettua il bendaggio non sia quella adeguata; se si realizza un bendaggio con eccessiva pressione, che può essere uno dei rischi dell'”auto-bendaggio”, l’estremità bendata finirà per addormentarsi (segnale di intrappolamento nervoso e vascolare) il che in realtà starà generando un effetto laccio emostatico e quindi un’ischemia molto pericolosa e dolorosa.
Ogni bendaggio funzionale ha una data di scadenza. Il bendaggio può essere per una gara, per alcune ore, per un allenamento, per un riadattamento o semplicemente per 5 minuti, ma non si può lasciare a tempo indefinito.
Mai bisogna provare un bendaggio funzionale il giorno della competizione; i bendaggi si provano durante gli allenamenti e si effettuano tutte le volte necessarie per ottenere il bendaggio funzionale perfetto.
Tipi di bendaggio funzionale
Ora, avendo chiare le controindicazioni e la scelta del materiale, passiamo al bendaggio:
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Strisce di ancoraggio
Le strisce di ancoraggio si posizionano a livello prossimale (più vicino alla testa) e a livello distale (più vicino alle dita), con materiale elastico o non elastico a seconda della zona da bendare. Devo posizionare tante strisce quante ne servono per creare una base stabile.
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Strisce attive
Le strisce attive sono strisce che favoriranno o limiteranno il movimento desiderato e che andranno da un ancoraggio all’altro, ottenendo l’effetto desiderato con tutte le strisce di cui hai bisogno.

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Strisce di chiusura
Sono le strisce che devono chiudere tutto il bendaggio funzionale, senza lasciare alcuna fessura (note come finestre), poiché se ne lasciamo qualcuna, il bendaggio si rovinerà, finendo per generare pieghe che possono causare ferite all’atleta. Il bendaggio si chiuderà sempre da prossimale a distale per evitare le pericolose pieghe.
6 chiavi per un buon bendaggio funzionale
In conclusione, le 6 chiavi da tenere a mente con il bendaggio funzionale sono:
- Non avere fessurazioni o fratture ossee
- Avere chiara la scelta del materiale
- Non premere per evitare l’effetto laccio emostatico
- Dare una data di scadenza al bendaggio
- Chiudere in modo compatto e senza finestre
- Evitare pieghe
Vuoi saperne di più? Sul canale Youtube di BOX55 Fisioterapia Deportiva potrai trovare i tipi di bendaggi, la scelta del materiale e le articolazioni che possono essere bendate.

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Testo per 42K di:
David Valenzuela Díaz
Fisioterapista presso BOX55
David Valenzuela Díaz è diplomato in fisioterapia presso l'Universidad Cardenal Herrera CEU e ha un Master in valutazione, fisioterapia e riatletizzazione sportiva presso l'Universidad de Valencia. È CEO di BOX55 Fisioterapia y Academia SL, di BOX55 Academy e di Valobando SL Functional Biomechanical Analysis.
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