
Lombalgia, l'infortunio della bella stagione
di David Valenzuela Díaz
Con l’arrivo della bella stagione inizia il periodo di un infortunio molto comune negli studi dei fisioterapisti: la lombalgia.
La principale conseguenza della lombalgia è che impedisce la pratica dello sport in modo molto severo, lasciando persino l’atleta costretto a letto per un paio di giorni e anche per un periodo di tempo maggiore se il problema non viene affrontato rapidamente e non si provvede a un trattamento continuato durante il periodo di allenamento.
Mancanza di core e uso eccessivo di infradito, combinazione perfetta per la lombalgia
Le due cause principali per cui si può manifestare la lombalgia sono:
- Mancanza di ‘core‘ (centro del movimento). Il ‘core’ è solitamente definito come una “fascia muscolare” che sostiene e supporta tutto il corpo.
- Uso eccessivo di infradito estive. Il passaggio dalle calzature chiuse alle famose infradito estive.
Le curve fisiologiche della colonna sono progettate per proteggere e ammortizzare l’impatto durante la camminata e, soprattutto, durante la corsa.
Il famoso dolore ai “reni” o lombalgia, come lo chiamiamo noi fisioterapisti, non è altro che dolore nella zona lombare della schiena; è un dolore che colpisce la zona lombare, compresa tra L1 e L5, ma se la mancanza di forza ed equilibrio tra la muscolatura lombare e addominale è molto grave, può colpire il nervo sciatico generando una sciatica che impedisce all’atleta di muoversi in modo molto feroce.
L’impatto dovuto alla mancanza di mobilità e al dolore esistente può essere tale che l’atleta non riesca a eseguire normalmente movimenti basilari come alzarsi dal letto, sedersi o alzarsi da una sedia o andare in bagno con normalità.
Equilibrio nella zona del core per evitare vulnerabilità
L’equilibrio della zona del core è super importante per il buon funzionamento del normale schema biomeccanico della camminata e della corsa. L’equilibrio tra trasverso dell’addome, diaframma, pavimento pelvico e multifidi deve bilanciare il peso che si trasmette all’anca, articolazione che funge da crocevia per 26 muscoli che vi arrivano.

Il necessario equilibrio della zona del core è importante per evitare la vulnerabilità delle vertebre. Bisogna tenere presente che le vertebre gestiscono il peso corporeo sopportandone il 70% (parte anteriore) e il 30% le faccette articolari (parte posteriore) e se non esiste un corretto equilibrio nella zona del core, il disco vertebrale viene lasciato vulnerabile, il che può causare la temuta ernia del disco che finisce per chiudere il forame di coniugazione (tunnel attraverso cui passano i nervi) creando una sciatica brutale che a volte può richiedere un intervento chirurgico.
E perché l’uso eccessivo di infradito può comportare il rischio di lombalgia?
Camminando con le infradito il peso corporeo si concentra sui talloni e questo comporta la generazione di tensione lombare e la diminuzione dell’ammortizzazione naturale della lordosi (normale curvatura vertebrale lombare), il che genera schemi anomali di biomeccanica posturale.

Questo meccanismo lesivo fa sì che l’atleta abbia uno schema corporeo in flessione, che, aiutato dal tempo che può trascorrere seduto per motivi lavorativi o dall’inclinazione in avanti quando corre su terreni con dislivello positivo (specialmente nel caso dei trail runner), fa sì che il psoas (muscolo flessore dell’anca) generi quella tensione che, insieme alla debolezza del core, crea la famosa lombalgia del corridore.
Consigli per prevenire la temuta lombalgia
Di seguito vengono forniti una serie di consigli per prevenire la temuta lombalgia.
- Recarsi dal fisioterapista per una valutazione del core. Attraverso test fisioterapici si può sapere se lo schema della camminata (posteriore) e il core sono forti e hanno un buon timing di attivazione. (App VALOBANDO)
- Protocolli specifici con esercizi di lavoro sul core per rafforzare, se necessario, la zona addominale-lombare.
- Migliorare lo schema di estensione della zona lombare.
- Migliorare la mobilità dell’anca.
- Lavoro specifico di forza delle gambe.
- Allungamento specifico della muscolatura della parte posteriore della gamba.
- Rilassamento del psoas per evitare lo schema flessore.
- Migliorare lo schema di respirazione che aiuta a rendere corrette e controllabili la respirazione diaframmatica e addominale.

È utile sapere che l’85% delle lombalgie sono lombalgie acute e che, secondo gli studi, quasi il 90% della popolazione mondiale soffrirà almeno una volta nella vita del fastidio di una lombalgia.
La maggior parte delle lombalgie è dovuta a cause muscolari, ma cosa succede se c’è un interessamento nervoso? La prima cosa da fare sarebbe recarsi dal medico per una risonanza magnetica nucleare (RMN) che determini se c’è un’ernia del disco e, cosa più importante, se c’è una chiusura del forame di coniugazione attraverso cui passano i nervi.
Sapendo se la lesione è chirurgica o meno, i passi da seguire sarebbero:
- Recarsi dal fisioterapista affinché, con una valutazione specifica, oggettivizzi la lesione e stabilisca il piano d’azione, con test specifici tramite applicazioni come VALOBANDO. (App utilizzata in BOX55 FISIOTERAPIA SPORTIVA per oggettivare i dati nella prevenzione e nel recupero negli atleti).
- Lavorare sul core con un fisioterapista o con lezioni di pilates terapeutico per rafforzare la zona.
- Migliorare la mobilità dell’anca e gli schemi di estensione lombare.
- Non usare infradito che spostano il peso corporeo all’indietro e costringono la zona lombare a un carico eccessivo.
Attualmente i programmi di allenamento sportivo, la sedentarietà e la posizione lavorativa, fanno sì che il psoas, flessore dell’anca, stia generando uno squilibrio lombare che contribuisce a generare lombalgie ricorrenti negli atleti, e persino possibili ernie del disco in futuro.
La fisioterapia è la base fondamentale sia nella prevenzione che nel trattamento delle lombalgie, il che, accompagnato da un buon lavoro di forza specifico dei perinei, genera la salute necessaria per poter godere dello sport ed evitare lesioni gravi alla colonna vertebrale.


Testo per 42K di:
David Valenzuela Díaz
Fisioterapeuta en BOX55
David Valenzuela Díaz es diplomado en fisioterapia por la Universidad Cardenal Herrera CEU y Máster en valoración, fisioterapia y readaptación deportiva por la Universidad de Valencia. Es CEO de BOX55 Fisioterapia y Academia SL, de BOX55 Academy y de Valobando SL Functional Biomechanical Analysis.
David Valenzuela, CEO de BOX55
Altri articoli di David Valenzuela Díaz
Altri articoli che potrebbero interessarti.

Cosa mangiare prima di una mezza maratona: guida alimentare per rendere al meglio nei 21K



Da quali fattori dipende la prestazione sportiva? (Serie 1: Sistemi energetici)

Riscaldamento prima di una corsa podistica: guida per runner principianti








Pubblica il primo commento per questo articolo!