
Tendinite della zampa d'oca, un infortunio temuto nel running
di Paco Amorós
La tendinite della zampa d’oca, conosciuta anche in medicina come tendinite anserina, è l’infiammazione del tendine anserino che si trova nella zona interna del ginocchio. Il tendine anserino è formato dalla confluenza di tre muscoli denominati sartorio, gracile e semitendinoso; questi tre muscoli si inseriscono nella parte interna bassa del ginocchio.
La tendinite della zampa d’oca provoca dolore di intensità variabile nella faccia interna del ginocchio, dolore che aumenta salendo e scendendo le scale o accovacciandosi. Gli esperti indicano che dietro questa patologia possono esserci diversi fattori: anatomici e funzionali, biomeccanici, metabolici e immunitari… Segnalano anche l’obesità e l’età come cause della tendinite della zampa d’oca, ma è anche un problema che ha un’incidenza considerevole nei corridori di lunga distanza.
I corridori e le corridrici che affrontano il calvario della tendinite della zampa d’oca spesso non sanno a cosa sia dovuto il loro problema. In realtà, esistono diversi motivi che possono essere la causa nel caso di persone che corrono: micro o macro traumatismi, sforzi intensi continuati, eccesso di esercizio e persino, a volte, per cause sconosciute e senza che esista un chiaro motivo.
Sintomi della tendinite della zampa d’oca
Tutto inizia per la persona colpita con una sensazione di dolore al ginocchio, fondamentalmente nella faccia interna della gamba e sotto il ginocchio, simili ai dolori articolari. I fastidi sono più evidenti al risveglio, anche se si attenuano nel corso della giornata e tornano ad aumentare la sera.
Il dolore, se non trattato rapidamente e adeguatamente, può intensificarsi e persino propagarsi al resto del ginocchio. Nei casi più complessi (per non essere stati trattati in tempo e modo) finisce per diventare un problema cronico del ginocchio che finisce per colpire il resto della gamba e la caviglia, provocando con una certa frequenza l’associazione lesionale della tendinite della zampa d’oca con distorsione della caviglia, specialmente se esiste un problema di sovrappeso.
La persona che soffre di tendinite della zampa d’oca, oltre al dolore, può avere difficoltà nella deambulazione e instabilità. A volte, è anche possibile che la persona colpita possa trovarsi con il problema aggiuntivo di finire per danneggiare l’altro ginocchio per sovraccarico come conseguenza del forzare l’appoggio sulla gamba che non ha dolore.
La tendinite della zampa d’oca è una patologia che può prestarsi a confusione, perché essendo dei tessuti molli (cioè non colpisce fondamentalmente l’osso né l’articolazione), non si visualizza nelle radiografie comuni del ginocchio. Non è raro che si dica al paziente che nelle radiografie non si visualizza nulla e, pertanto, che si minimizzi il fastidio.
O può essere persino peggio: si trova un po’ di artrosi e si dice che il problema è di artrosi del ginocchio, per poi dirgli che non c’è trattamento possibile (e non è vero); è vero che possono coincidere e coesistere entrambi i problemi (tendinite della zampa d’oca e artrosi del ginocchio), nel qual caso bisognerà trattare entrambi i problemi ed è qualcosa che attualmente si fa con molto successo.
Cosa può provocare la tendinite della zampa d’oca nel caso dei runner?
Le persone che corrono e possono avere maggiore predisposizione a soffrire di tendinite della zampa d’oca sono quelle che hanno avuto micro o macro traumatismi nella zona di inserzione del tendine anserino. È anche possibile che la causa abbia a che fare con un cattivo appoggio durante la corsa, generalmente nel caso di persone con pronazione. Si indica anche come causa l’uso di scarpe da running con scarso ammortizzamento o inadeguate per correre perché non sono da running o sono in cattivo stato.
Altre cause segnalate dagli esperti sono:
- Presentare protuberanza (rigonfiamento) nella faccia interna del ginocchio che produca sfregamento nei tendini.
- Presentare deviazione nell’asse del ginocchio (ginocchio valgo o ginocchia a X).
- Non eseguire allungamenti adeguati dopo l’allenamento o la competizione.
Trattamento per la tendinite della zampa d’oca
Il nostro primo consiglio è rivolgersi immediatamente, non appena si hanno i primi fastidi, a uno specialista. Nel caso della tendinite della zampa d’oca è molto importante mettersi il prima possibile nelle mani di uno specialista che possa identificare il problema, diagnosticarlo e cercare il miglior trattamento possibile per risolverlo nel minor tempo possibile (smettere di correre è la peggior punizione per un runner, quindi meno tempo richiede il recupero, meglio è).
Le raccomandazioni che possiamo offrire seguendo il consiglio dei professionisti medici sono le seguenti:
- Riposo sportivo. Può essere sufficiente riposare una settimana o dieci giorni. Se i fastidi non sono eccessivamente dolorosi, si possono fare allungamenti dei muscoli ischio-crurali.
- Crioterapia (applicazione di ghiaccio) 3 o 4 volte al giorno per 15 minuti. Il ghiaccio è giustificato solo nei primi 2 o 3 giorni e sempre che la zona (faccia interna della gamba sotto il ginocchio) si veda infiammata, rossa o calda rispetto all’altra gamba. Mettere troppo ghiaccio può portare a un rallentamento e cronicizzazione della lesione poiché il ghiaccio per sua natura rallenta e blocca la circolazione sia del sangue che dell’energia.
- Se dopo 2 o 3 giorni la zona rimane rossa, infiammata e calda si può fare criomassaggio, cioè massaggio con ghiaccio per il quale è molto utile mettere nel congelatore un bicchiere di plastica con acqua e quando si congela ritagliare la parte superiore del bicchiere in modo che il ghiaccio rimanga libero e con quello fare massaggi in cerchi ampi sulla zona.
- Se non c’è più infiammazione, calore, rossore nella zona si può applicare calore umido sulla zona per stimolare la circolazione del sangue e dell’energia e qualche crema omeopatica a base di arnica montana.
- Gli impacchi di argilla verde fatti con artiglio del diavolo hanno alto potere antinfiammatorio.
- Se è una lesione che si ripete, sarebbe opportuno lo studio biomeccanico dell’appoggio da parte di uno specialista che determini se esiste la necessità di plantari. Nei ciclisti può anche essere dovuto a un cattivo allineamento del corpo con i pedali o la sella. Se è una lesione occasionale o prodotta da un traumatismo non è necessario.
- Se esiste infiammazione, si raccomanda medicazione antinfiammatoria, sempre prescritta da un medico.
- Rafforzamento muscolare principalmente del quadricipite, con enfasi sul vasto mediale, così come aumentare la flessibilità del tensore della fascia lata.
- Modifica dell’allenamento sia in intensità e frequenza che nella superficie su cui si corre.
- Utilizzare calzature adeguate per correre, con sufficiente assorbimento dell’impatto per evitare così possibili problemi di tendinite della zampa d’oca.
- Il trattamento di fisioterapia (massaggio, ultrasuoni, TENS, crioterapia, mobilizzazioni articolari) è necessario in molti casi per alleviare i sintomi e prevenire ricadute.


















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