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Fascite plantare, la malattia delle infradito

di David Valenzuela Díaz

Arriva settembre e inizia il dolore alla pianta del piede, e quando vai dal medico ti parla della “malattia delle infradito” o, tecnicamente, della fascite plantare.

Ovviamente, l’uso scorretto o eccessivo delle infradito non è l’unica causa che può provocare la fascite plantare, ma noi fisioterapisti possiamo affermare che molte di queste lesioni si eviterebbero se si limitasse l’uso delle infradito e non le si utilizzasse in modo continuativo.

Ma cos’è la fascite plantare? La fascite plantare è un’infiammazione della fascia plantare (o aponeurosi plantare) che ricopre la pianta del piede.

Le lesioni della fascia plantare sono molto dolorose e invalidanti per un runner, perché è il punto d’appoggio durante la corsa; se inoltre il corridore o la corridora tende ad avere il piede cavo e la caviglia in valgo, è più probabile finire per soffrire la temuta fascite plantare con un uso improprio delle infradito.

Fascite plantare, una lesione molto comune dopo l’estate

La fascite plantare è una lesione molto comune negli studi dei fisioterapisti dopo il periodo estivo.

Quando arriva l’estate si verifica un naturale cambio di calzature e si passa da scarpe chiuse a calzature più aperte, che non sostengono tutto il piede, e il problema può arrivare quando si abusa dell’uso di calzature come le infradito.

Questo perché, quando indossiamo le infradito, il centro di gravità tende a essere più arretrato, scaricando i primi dita (il primo e il quinto metatarso) e generando una trazione sulla parte posteriore del piede, sul calcagno, che tenderà la fascia a ogni passo che facciamo, soprattutto con le infradito a dito (come le Havaianas).

Le infradito possono provocare la fascite plantare
Infradito a dito tradizionali.

A causa di questo arretramento del centro di gravità perderemo mobilità nella caviglia, generando una tendinopatia associata al tendine d’Achille, un sovraccarico dei polpacci che tireranno sul calcagno generando più tensione sulla pianta del piede e creando un deficit nella funzione ammortizzante.

La fascite plantare può rendere difficili le attività quotidiane

La fascite plantare è una patologia che non va confusa con l’intrappolamento del nervo tibiale posteriore e l’intrappolamento del nervo di Baxter, che provoca dolore nella fascia plantare confondendo un intrappolamento neurale con un problema di fascite plantare.

Bisogna essere molto scrupolosi e precisi nella valutazione per trattare correttamente la lesione che c’è davvero. In caso di intrappolamento neurale dobbiamo liberare la neuropatia per togliere il dolore, ma questo non è direttamente correlato alla lesione della struttura plantare.

Se c’è fascite plantare, cioè una lesione reale della fascia plantare, dobbiamo risolverla il prima possibile.

La fascite plantare richiede un trattamento fisioterapico per recuperare.
Il fisioterapista David Valenzuela in una delle sue sedute con l’ultramaratoneta Iván Penalba.

Siamo di fronte a un problema a cui non bisogna togliere importanza perché può provocare un dolore che rende difficili le attività quotidiane (non parliamo più solo di correre). E il grande rischio per chi non affronta rapidamente il problema della fascite plantare è che, per evitare il dolore che provoca, finisca per cambiare il modo di camminare e che questo porti a problemi aggiuntivi a caviglia, ginocchio, anca o schiena.

Il problema di questa patologia è che si tratta di una struttura poco vascolarizzata, molto innervata e, inoltre, è dove poggia il peso del corpo durante la camminata, fungendo da ammortizzatore naturale a ogni passo che facciamo.

La fascia plantare è una struttura progettata per ammortizzare l’impatto e quindi distribuire i carichi durante la corsa; è una struttura che soffrirà nelle gare di lunga distanza (una maratona, per esempio) dove l’impatto è sempre nello stesso modo e soffrirà meno nelle gare di breve distanza o dove l’impatto si adatta a ogni appoggio, come per esempio in un trail.

La fascite plantare è una lesione dolorosa e invalidante.
La fascia plantare è una struttura progettata per ammortizzare l’impatto durante la corsa.

Una fascia lesionata dovrebbe misurare circa 40 mm quando si esegue un’ecografia, e con questo si studia se la fascia è integra o danneggiata per distinguere se si tratta di tendinite (infiammazione) o tendinosi (degenerazione); in entrambi i casi il trattamento da parte del tuo fisioterapista di fiducia è obbligatorio e necessario.

Bisogna tenere presente che una lesione della fascia plantare ha un tempo di guarigione di circa 1 anno perché è una struttura poco vascolarizzata e quindi tutta la fisioterapia che si può applicare al tessuto per migliorare l’apporto sanguigno migliorerà il trattamento e la guarigione della fascia plantare.

Consigli per l’uso delle infradito in estate

Quindi, è vietato usare le infradito durante il periodo estivo? La risposta, ovviamente, è no; l’uso delle infradito non è vietato, ma è consigliabile seguire una serie di raccomandazioni per scegliere correttamente l’infradito giusta ed evitare la possibilità di una lesione così invalidante come la fascite plantare.

I miei consigli per scegliere correttamente le infradito sono i seguenti:

  1. Devono essere comode.
  2. Preferibilmente con inclinazione verso l’anteriore.
  3. Evitare le infradito a dito che fissano il primo metatarso e condizionano il piede.
  4. Scegliere infradito con fascia, comode, morbide e ammortizzanti.
  5. Alternare le infradito con il camminare scalzi.
  6. Fare mobilità compensatoria della caviglia e stretching di polpacci e soleo.
  7. Alternare l’uso delle infradito con le scarpe da running; ciò che non si deve fare è usare le infradito in modo continuativo.

Raccomandazioni per recuperare dalla fascite plantare

Per quanto riguarda il trattamento domiciliare da fare per aiutare la fisioterapia affinché la struttura guarisca e la biomeccanica della gamba contribuisca a migliorare, le mie raccomandazioni sono le seguenti:

  1. Applicare calore nella zona della pianta del piede per migliorare la vascolarizzazione
  2. Trattare con Foam Roller polpacci e soleo per ridurre la tensione della trazione sul tallone.
  3. Camminare scalzi su superfici diverse per abituare la fascia alla pressione del terreno
  4. Evitare l’uso di infradito a dito.
  5. Evitare tacchi e zeppe.
  6. Eseguire esercizi di rinforzo della muscolatura del piede, spiegati e guidati dal tuo fisioterapista.
Camminare scalzi è un buon rimedio per recuperare dalla fascite plantare.
Camminare scalzi è uno dei trattamenti domiciliari con cui si può aiutare la fisioterapia nel recupero dalla fascite plantare.

Come abbiamo indicato in altri post, il modo migliore per non soffrire di qualsiasi infortunio è prevenirlo; una volta che l’infortunio si è verificato, è importantissimo affidarsi il prima possibile a un professionista della fisioterapia per lavorare sulla parte strutturale della lesione senza smettere di fare sport e poter continuare ad allenarsi per raggiungere gli obiettivi sportivi che ti sei prefissato.

Altri articoli del fisioterapista David Valenzuela, di Box 55.

Se ti interessano altri contenuti legati alla prevenzione degli infortuni del fisioterapista David Valenzuela, puoi trovare diversi articoli nel nostro blog che potrebbero interessarti.

Per esempio, se vuoi sapere come prevenire la tendinopatia, puoi trovare informazioni nell’articolo Tendinopatia, un “inferno” di infortunio. Puoi anche scoprire come prevenire la lombalgia o le lesioni ai menischi con gli articoli Lombalgia, l’infortunio del bel tempo e Come prevenire le lesioni al menisco.

Se sei un trail runner e ti interessa sapere come prevenire le distorsioni alla caviglia, puoi leggere l’articolo 3 regole d’oro per prevenire la distorsione alla caviglia nel trail running.

 

 

 

David Valenzuela Díaz Fisioterapista presso BOX55

Testo per 42K di:

David Valenzuela Díaz

Fisioterapista presso BOX55

David Valenzuela Díaz è diplomato in fisioterapia presso l'Universidad Cardenal Herrera CEU e ha un Master in valutazione, fisioterapia e riatletizzazione sportiva presso l'Universidad de Valencia. È CEO di BOX55 Fisioterapia y Academia SL, di BOX55 Academy e di Valobando SL Functional Biomechanical Analysis.

David Valenzuela, CEO di BOX55

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